venerdì 23 settembre 2011

ODE AL MIO EX SFRUTTATORE

Dico a te, te che mi hai sfruttato per otto lunghi anni.
Te che dicevi di credere nella famiglia.
Te che dopo che ho messo al mondo due splendide patacroccole mi hai chiuso la porta in faccia e mi hai dato due calci nel culo.
E come se non bastasse, non hai neanche voluto riconoscere quanto mi spettava e ti sei tenuto le mie qualifiche professionali.
Volevo solo dirti, che il postino ha appena suonato alla mia porta. Nella busta che mi hanno mandato per raccomandata (A ME, non a te l'hanno mandata la busta...perchè l'esame l'ho superato IO non te e la tua azienda del piffero!!!! Che l'esame l'ho fatto con tanto di pata in pancia, con la nausea che per poco non facevo un disastro davanti alla commissione)
Ecco, volevo solo dirti che come diceva la mia nonna, il diavolo (TE, sto sempre parlando di TE) fa le pentole e non i coperchi. IO, che sono una persona molto migliore di te, COMUNQUE mi sono arrangiata e adesso il certificato IN ORIGINALE dell'esame, il tesserino, il timbro e pure la spilletta sono sul tavolo di casa mia. Fosse anche che sta spilletta me la punto sulla t-shirt per andarci al supermercato...IO, dal tavolo di casa mia, COMUNQUE, sto lavorando. CAPITO, IO LAVORO, ANCHE SENZA DI TE, ANCHE SE HO FATTO DUE FIGLIE GUARDA CHE I NEURONI FUNZIONANO ANCORA, ANZI, A QUANTO MI DICONO, FUNZIONANO ANCHE MEGLIO DI PRIMA, PERCHE' ADESSO C'HO I SUPERPOTERI, IO, PERCHE' SONO BMAMMA.
Ecco, vedi, io ce l'ho fatta. E posso dirlo, mentre schiaccio tasti sul mio Mac, guardo i loro giochi in salotto e penso che poi andrò a riprenderle al nido e magari faremo qualcosa di bello insieme, nel pomeriggio. Ecco, volevo solo dirtelo.

lunedì 19 settembre 2011

Oggi, 19 settembre



Ei tu, che hai tentato di insegnarmi i logaritmi e i tre principi della dinamica e il piano inclinato (ma io ancora non li ho capiti)
Ei tu, che ci sei sempre stato e dopo tutto questo tempo mi fai ancora morire dal ridere
Ei tu, che hai le labbra morbide e che si incastrano perfettamente con le mie e che con oggi io ho passato più tempo della mia vita con te, che senza di te
Ei tu, che abbracciarci sta diventando un'impresa, causa una pata a caso che si intrufola tra di noi
Ei tu, che mi hai reso mamma e che abbiamo una famiglia
Anche se qualche volta non ti sopporto più e trovo che il dentrificio al gusto limone sia di inenarrabile schifo
comunque, solo con te io so di essere a casa.
E in mezzo alla pista, mi pare che basta tutto quello che ho (Could you be loved)

giovedì 1 settembre 2011

PAUSA

E siamo a settembre. Io tiro un sospiro di sollievo...perchè la mia len-ta - e-sta-te è quasi finita. Ieri abbiamo salutato l'allegra combricola delle signorine over 70 che hanno riempito le nostre giornate. Le amiche ci hanno abbracciato, baciato, strapazzato le ossa, augurato un buon inverno e dato appuntamento all'anno prossimo, speriamo (perchè come qualcuna ci ha tenuto a sottolineare, ad una certa età non è mica detto. Insomma, un tripudio di ottimismo). Siamo scesi dalle alture di sera, con la macchina carica e la musica alta, con le bimbe che facevano richieste sui pezzi da sentire e con me che guardavo il socio implorando di spegnerle ( ma dove l'hanno messo l'interrutore on/off sui nani di 2 anni?).
Io continuo a fare bilanci e a pensare pensieri rumorosi, anche se solo nella mia testa.
Mi faccio domande, anche (oh, ma starsene tranquilla a prendere il sole? Si, dico, mentre loro dormono...ho fatto anche quello...e infatti il sole l'ho fotografato...non si vede?). Stilo liste mentali che però ho deciso metterò su carta. Mi vengono random delle idee o anche semplicemente delle cose che penso e prima o poi dovrò fare. Non so quando sarà quel poi, ma qualcuno dice che è utile avere una lista di cose da fare...per riempire i momenti morti (si, sicuramente questo qualcuno non ha due gemelle di 2 anni).
Oggi le bimbe sono state prese in custodia dai nonni, che dopo tanta assenza non vedevano l'ora di averle un pò tutte per loro.
Così, dopo un mese di contatto 24 su 24 non stop con le mie grandi gioie, potete anche solo lontanamente immaginare il mio godimento nell'essere qui a gambe penzoloni sul divano, dopo una cofana di pasta peperoni philadelpia e un caffè freddo????!!!! E aggiungeteci anche una simpatica brezza che mi accarezza dolcemente. Questo soprattutto se siete in ufficio, a lavorare, stanchi e già scoglionati dopo tre giorni dal post ferie.


Se leggete seduti dalla vostra scrivania e non avete ancora chiuso il post :-) sotto vi lascio questa immagine. E' una foto scattata da me e opportunamente "filtrata", così da sembrare una cartolina vacanza di tanti anni fa. E' stata scattata in un parco pubblico, vicino al paese dimenticato, luogo delle nostre vacanze.
A me trasmette serenità, merito forse della grande chioma che protegge chi ci si trova sotto.



martedì 2 agosto 2011

IL PUNTO ZERO

...che non c'entra una beata fava con il punto g.
Ma non mi viene in mente un altro titolo per questo post. Ho scritto l'ultima volta più di un mese fa. E non è che non scriva da allora perchè non avessi avuto voglia di farlo. Anzi. Io al mio blog ci ho pensato e ci penso ogni giorno, come se fosse un'altra delle mie creature. Lo dicevo giusto giusto un paio di giorni fa, ad un'altra blogger che questo piccolo spazio mio, me lo sono ritagliato quando la pancia cominciava a crescere e due piccoli puntini prendevano forma dentro di me, giorno dopo giorno. Il blog l'ho aperto perchè la gioia per quello che mi stava succedendo era troppa e poi l'ho aperto anche un pò per solitudine, perchè se tutto il resto del mondo è impegnato nelle sue cose e te rasenti i 100 kg (quando avevo la pancia, non adesso, sialodatoilcielo) e rotoli dal letto al divano e devi trovarti un modo per passare il tempo...il blog ti salva. Era più facile, prima, scrivere qui. Adesso mi sta venendo un pò il blog blocco, che non è una bella cosa, secondo me. Ma che forse capita. E che è anche un pò legata al timore che mettere qui dentro pezzi di te non sia giusto. Che è un pò non senso e che fa a pugni con l'aprire un blog...oh, lo so che il pensiero è contorto, ma fa caldo, ho appena raccolto i pomodori nell'orto e poi il titolo del post è il punto zero.

Punto zero perchè dietro il silenzio si nasconde la voglia di capire e anche quella di fare bilanci. Che non è mica poi sempre vero che i bilanci si fanno alla fine dell'anno. Dai, non può mica succedere solo a me!
Io i bilanci li tiro anche quando non lavoro per un mese e non è esattamente stata una scelta mia. Che ho un casino di tempo per fare la mamma (e so di essere fortunata) ma poi il senso di paura per aver fatto delle scelte potenzialmente sbagliate mi viene a fare cucù sulle spalle, mentre sono seduta sulle mattonelle a quadretti del mio bagno e le guardo che fanno pipì sedute sul vasino (quello della foto). E anche se non fa così caldo come dovrebbe, a me comunque mi viene da cominciare a sudare. E allora guardo le mie figlie, per cercare una conferma nei loro occhi e nel loro sorriso. E tutti i giorni scopro un particolare nuovo e i livelli di endorfina crescono e me le stringo fino a stritolarle, facendo finta di farle tornare nella mia pancia. E gli mostro il piccolo taglio che proprio nella mia pancia è rimasto, appena sotto l'ombelico e gli dico che loro sono venute fuori da lì. Perchè mi sembra giusto così, anche se poi quando vanno dal loro papà o dal nonno e cercano lo stesso taglio, dobbiamo spiegargli un paio di cose...

Osservo il mondo che mi gira intorno, a volte mi pare vada premendo l'acceleratore e altre volte lento come gli ottantenni che hanno condiviso con noi qualche giorno di riposo. Avete mai provato a camminare in un paese dove le persone più giovani siete te e le due tipette che viaggiano comode e beate sul passeggino doppio? Se il colore di capelli più cool è quel grigio sfumato violetto che fa tanto fatina buona, che se non hai un bastone o un treppiede sei fuori dal coro...E' strano se la tua amica di vacanza diventa una "ragazza" nata nel 1919...ci ho messo un pò a fare i conti e pochissimo a vergognarmi di quanto fosse più arzilla e attiva di me. Ho passato pomeriggi al sapore di lenta- estate- che passa e di ghiacciolo alla menta che ti cola sulle superga. Ho capito che portare le tue figlie ai giardinetti pubblici è un pò come un percorso di sopravvivenza. Per te, però. Perchè vederle tra maschioni di tre o quattro anni più grandi ti fa venire la tachicardia, con la paura che te le schiaccino. E capire che il carattere a due anni ce l'hai già, se dall'alto dei tuoi 85 cm di altezza sfidi un seienne che ti vuole passare davanti sullo scivolo. E che a due anni, sei già furba se quel seienne lì lo guardi facendo spat spat con gli occhioni e ti sposti il ricciolo che ti è caduto sull'occhio destro.
Sono stati giorni che hanno lasciato spazio anche alla solitudine. Di nuovo. Perchè mica sempre il confronto con due duenni è appagante da tutti i punti di vista. Sapere che non è un peccato mortale pensare che avere un figlio non basta è comunque già tanto, per quanto tu quel figlio l'abbia desiderato sopra ogni cosa. In questo gioco al bilancio, è un continuo toccare i tuoi confini, un continuo misurarsi e ipotizzare margini di miglioramento.
Il bilancio, insomma è quotidiano, da queste parti. A volte chiudo in positivo e altre volte vado in rosso. E qualcosa mi dice che continuerà così, almeno per i prossimi 30 anni.
E' un'estate lenta, questa che sta passando. Loro parlano di mare e palette. Io penso alle persone speciali che si incontrano e agli affetti veri. Mi guardo allo specchio e impreco contro quei fili bianchi che ancora una volta fanno capolino tra i capelli più scuri. Ho anche riattivato il mio profilo su FB e ho chiesto l'amicizia a un Antonio sbagliato, omonino di un amico che non vedo da tanto. Peccato che il tipo, dopo avermi detto che non mi conosce, abbia iniziato a fare il piacione...mi scappa un sorriso, penso che gli uomini sono proprio tutti uguali e mi faccio un bel caffè freddo. Ah, e se siete arrivati a leggere fin qui, grazie per la pazienza ;-)


* Nella foto, ci sono i due splendidi vasini a forma di papera, protagonisti di tanti giochi che vedono il bagno di casa nostra come teatro ideale. Le papere si baciano, le papere corrono in moto, nelle papere ci mettiamo i piedini...e solo qualche volta, servono per farci la pipì...

domenica 26 giugno 2011

LUI HA 5 ANNI, ED E' UN GENIO. DELLA BUGIA.

La sua mamma va a prenderlo all'uscita dell'asilo.
"Maaaaammma, ho detto alla maestra che questo pomeriggio andrò a cavallo"
"Ma non è vero"
"Eggià, e la maestra mi ha detto che domani dovrò raccontare alla classe cosa ho fatto"
"E come farai?"
"Eh, gli dirò che sono arrivato là e il cavallo...era morto".

Che non ne abbiano a male gli animalisti, però, questo bimbo è proprio un genio!

lunedì 13 giugno 2011

UN POVERO CRISTO (VESTITO DELLA FESTA)

Ti ho visto. Sei arrivato piano piano, come la pantera rosa. Sei spuntato dalla porta a vetri, quella che si apre e permette di uscire sulla veranda. Ti sei guardato intorno e ci hai osservato, tutti.
Hai spostato - volutamente - il tuo sguardo sul laghetto e i pesci.
Quattro passi, lunghi e ben calibrati.
Hai seguito il perimetro delle sedie e ti sei confuso per qualche istante con le piante nei grandi vasi.
E poi tzaaacc, da sotto la camicia gialla, il maglione a righe e la giacca, hanno fatto capolino le tue mani, che si sono posate sul tavolo, imbandito.
I tuoi occhi furbetti se la ridevano da sotto gli occhiai tondi e, con un soffio leggero di vento, il riporto poggiato sulla tua testa, ha fatto un balzello.
La consuocera, con il suo trascorso da panettiera, ti ha studiato.
E poi ha chiesto alla zia se quello lì era un parente suo.
Ricevuta una risposta negativa, il padre del festeggiato, ha fatto vibrare le corde del suo collo taurino e ti ha intimato " Teeeeee....va che questo qui è un rinfresco".
E tu, povero cristo avvolto nel tuo completo della festa, hai ringraziato e così come sei apparso, sei scomparso.

* Trattasi di cronaca di un umbicato scanzonato, beccato con le mani nel sacco, mentre dava fondo a tutto ciò che c'era a disposizione al rinfresco del battesimo di ieri.

venerdì 10 giugno 2011

2 ANNI PER 2


E un'altra volta, questa nuova pubblicità del bibe che si adatta alla bocca del bimbo... man mano che cresce.
Quando siete arrivate voi, i biberon così non c'erano mica. Eppure, adesso che vi guardo, vedo un sorriso bellissimo.
E io, nel vostro sorriso, vivo. Buon compleanno, piccole patacroccole di mamma!