FrancescoPio (ti chiamerò così), sei entrato nel mio salotto.
Ho avuto la pessima idea di dire alla tua mamma che potevamo vederci e fare quattro chiacchiere, tutti insieme.
Tu sei così piccino, con un'aria da angioletto. E anche tuo fratello Romualdo (altro nome di fantasia), è proprio un bel bambino. Peccato che lui è entrato dalla porta, si è tolto le scarpe e ha subito cominciato a smontare tutto quanto gli capitasse a tiro.Si è isolato così, per tre ore buone.
La tua mamma si è seduta. Io avevo paura. Si, FrancescoPio, mi hai fatto paura.
Sarà che i nostri sguardi si sono incrociati mentre tu tenevi un pennarello rosso in mano e io ti ho bloccato un infinitesimo prima di scrivere sulla mia poltrona in pelle. Che a quanto mi dicono i tuoi, il connubio pennarello/ pelle ti piace molto. A partire dalla pelle delle tue mani (e ci sta, sei un bambino), della tua faccia, del giubbotto bianco di quella vostra amica che vi è venuta a trovare e poi se ne è andata con il giubbotto scritto, urlando che i tuoi non sono capaci di educare i figli...FrancescoPio, io non riesco a dare tutti i torti a quella signora!
Mi hai fatto passare una serata, semplicemente, di merda.
Io pensavo di rilassarmi. Ma sudavo vedendo con quale energia hai scagliato il trenino dell'ikea sul mio parquet, hai rovesciato le ceste dei giochi, hai morso le carte e, da ultimo, hai ribaltato il tavolino verde mammut.
Poi, dopo quest'ultimo atto, la tua mamma ha detto che facevi così perchè eri stanchino...non avendo dormito nel pomeriggio. Io ho contato fino a dieci. E poi ancora dieci. E poi dieci ancora.
Mi è venuta in mente mia nonna, mia zia, la suora dell'oratorio e tutti quelli che da piccola mi hanno insegnato l'educazione.
Non ho mai pensato che essere maschio sia sinonimo di maleducazione. O meglio, è facile dire che siccome hai un figlio maschio non riesci a fargli capire certe cose. Questo, almeno, lo dice la tua mamma.
Mi dispiace per te, FrancescoPio. Ma sono contenta per la mia poltrona di pelle e per aver salvato la mia casa. Senza offesa, ma la prossima volta ci si vede al parco!