Un'altra settimana che comincia con la pioggia. Meglio di quella passata, forse. Cominciata con un giovane belloccio, abbronzato e con le lentiggini sul naso, vestito di un vestito blu elegante ma non del tutto suo. L'ho capito da un dettaglio, un calzino a righe con l'elastico molle che gli scivolava rovinosamente sulla gamba, mentre era seduto.
Un lunedì che comincia così, con lo sguardo su un calzino molle, mica può essere il preludio di una buona settimana.
Oggi invece, anche se con la pioggia, ho accompagnato le pata al nido. Hanno voluto i loro ombrellini e si sono incamminate, due nanetti di un metro scarso, mentre io volutamente me ne stavo qualche passo indietro, per rimirarmele.
Sono immersa nel mio mondo, pieno di lavoro e pieno delle mie figlie. Pieno di sorrisi e a volte anche di silenzi. Pieno di caffè e di mal di testa. Pieno di progetti e voglia di sole.
Cerco ancora il mio equilibrio, che fatica ad arrivare e ad un certo punto dovrò arrendermi e capire che va bene così e che la razionalità stia da un'altra parte.
Forse il trucco è crederci...tipo oggi, che quando sono entrata nella classe arancione delle pata, mi ha accolto un loro amichetto.
Si è avvicinato e mi ha detto, con aria da uomo vissuto: "Ciao, io sono spiderman".
Non ho potuto che sorridere. Non ho potuto che ammirare il grosso bernoccolo che aveva in fronte.
Mi sa che le ragnatele dei supereroi non sono più come una volta...
Tre (Yaya + le mie Patacroccole)
...pensieri e vita vissuta di una EX- bipancia, ora felicemente mamma!
lunedì 23 aprile 2012
giovedì 12 gennaio 2012
UN ALIENO (MA ANCHE DUE) NEL MIO SALOTTO
FrancescoPio (ti chiamerò così), sei entrato nel mio salotto.
Ho avuto la pessima idea di dire alla tua mamma che potevamo vederci e fare quattro chiacchiere, tutti insieme.
Tu sei così piccino, con un'aria da angioletto. E anche tuo fratello Romualdo (altro nome di fantasia), è proprio un bel bambino. Peccato che lui è entrato dalla porta, si è tolto le scarpe e ha subito cominciato a smontare tutto quanto gli capitasse a tiro.Si è isolato così, per tre ore buone.
La tua mamma si è seduta. Io avevo paura. Si, FrancescoPio, mi hai fatto paura.
Sarà che i nostri sguardi si sono incrociati mentre tu tenevi un pennarello rosso in mano e io ti ho bloccato un infinitesimo prima di scrivere sulla mia poltrona in pelle. Che a quanto mi dicono i tuoi, il connubio pennarello/ pelle ti piace molto. A partire dalla pelle delle tue mani (e ci sta, sei un bambino), della tua faccia, del giubbotto bianco di quella vostra amica che vi è venuta a trovare e poi se ne è andata con il giubbotto scritto, urlando che i tuoi non sono capaci di educare i figli...FrancescoPio, io non riesco a dare tutti i torti a quella signora!
Mi hai fatto passare una serata, semplicemente, di merda.
Io pensavo di rilassarmi. Ma sudavo vedendo con quale energia hai scagliato il trenino dell'ikea sul mio parquet, hai rovesciato le ceste dei giochi, hai morso le carte e, da ultimo, hai ribaltato il tavolino verde mammut.
Poi, dopo quest'ultimo atto, la tua mamma ha detto che facevi così perchè eri stanchino...non avendo dormito nel pomeriggio. Io ho contato fino a dieci. E poi ancora dieci. E poi dieci ancora.
Mi è venuta in mente mia nonna, mia zia, la suora dell'oratorio e tutti quelli che da piccola mi hanno insegnato l'educazione.
Non ho mai pensato che essere maschio sia sinonimo di maleducazione. O meglio, è facile dire che siccome hai un figlio maschio non riesci a fargli capire certe cose. Questo, almeno, lo dice la tua mamma.
Mi dispiace per te, FrancescoPio. Ma sono contenta per la mia poltrona di pelle e per aver salvato la mia casa. Senza offesa, ma la prossima volta ci si vede al parco!
Ho avuto la pessima idea di dire alla tua mamma che potevamo vederci e fare quattro chiacchiere, tutti insieme.
Tu sei così piccino, con un'aria da angioletto. E anche tuo fratello Romualdo (altro nome di fantasia), è proprio un bel bambino. Peccato che lui è entrato dalla porta, si è tolto le scarpe e ha subito cominciato a smontare tutto quanto gli capitasse a tiro.Si è isolato così, per tre ore buone.
La tua mamma si è seduta. Io avevo paura. Si, FrancescoPio, mi hai fatto paura.
Sarà che i nostri sguardi si sono incrociati mentre tu tenevi un pennarello rosso in mano e io ti ho bloccato un infinitesimo prima di scrivere sulla mia poltrona in pelle. Che a quanto mi dicono i tuoi, il connubio pennarello/ pelle ti piace molto. A partire dalla pelle delle tue mani (e ci sta, sei un bambino), della tua faccia, del giubbotto bianco di quella vostra amica che vi è venuta a trovare e poi se ne è andata con il giubbotto scritto, urlando che i tuoi non sono capaci di educare i figli...FrancescoPio, io non riesco a dare tutti i torti a quella signora!
Mi hai fatto passare una serata, semplicemente, di merda.
Io pensavo di rilassarmi. Ma sudavo vedendo con quale energia hai scagliato il trenino dell'ikea sul mio parquet, hai rovesciato le ceste dei giochi, hai morso le carte e, da ultimo, hai ribaltato il tavolino verde mammut.
Poi, dopo quest'ultimo atto, la tua mamma ha detto che facevi così perchè eri stanchino...non avendo dormito nel pomeriggio. Io ho contato fino a dieci. E poi ancora dieci. E poi dieci ancora.
Mi è venuta in mente mia nonna, mia zia, la suora dell'oratorio e tutti quelli che da piccola mi hanno insegnato l'educazione.
Non ho mai pensato che essere maschio sia sinonimo di maleducazione. O meglio, è facile dire che siccome hai un figlio maschio non riesci a fargli capire certe cose. Questo, almeno, lo dice la tua mamma.
Mi dispiace per te, FrancescoPio. Ma sono contenta per la mia poltrona di pelle e per aver salvato la mia casa. Senza offesa, ma la prossima volta ci si vede al parco!
lunedì 19 dicembre 2011
OGGI VOLEVO AVERE 20 ANNI
Stamattina volevo avere 20 anni. L'ho pensato quando ho preso la macchina dal garage, erano le 6.30 di lunedì e faceva un freddo porco. Io a 20 anni certe cose le facevo e non me ne accorgevo neanche.Bastava mettere su il CD di Californication ed era tutto più facile. Poi sono arrivata in città, che ancora era buio e io quando è buio, ormai, faccio fatica a guidare perchè vedo male...le luci mi danno fastidio. Ero per strada, cercando di evitare le smart, le mini, le motorette e i tram, che io non sono donna di città e a certe cose non ci sono abituata. Milano verso le sette di mattina di un lunedì di dicembre è anche bella. Sono passata davanti al Rolling Stone, che però adesso non è più una discoteca ma ci costruiranno qualcosa. Non ho capito però cosa, perchè avevo troppo sonno. Però pensando alle serate universitarie di tanti anni fa, quando l'ingresso costava 10.000 lire per le donne, con la consumazione compresa, ancora volevo avere 20 anni. Poi alla radio hanno passato un pezzo dei R.E.M. e uno degli AC/DC e io ho tirato fuori il collo dalla sciarpa e ho cantato a squarciagola, tanto non mi poteva sentire nessuno.
Sono arrivata dove dovevo arrivare. E la persona con cui avevo appuntamento però non c'era. Ho chiesto dov'era Andrea e mi hanno detto che Andrea, che ha 23 anni, adesso è in Australia e non si sa quando torna. E li, ancora una volta, volevo avere 20 anni. Io a 20 anni certe cose non le ho fatte, perchè ero troppo concentrata ad essere un tranviere e guidare la mia vita su un binario che pensavo quello giusto. Che poi giusto si è rivelato, però se magari avessi curvato un pò, invece che andare sempre diritto, penso che ne avrei anche goduto. Che so, prendere un aereo, andare a lavorare e trovare un lavoro così, un pò precario (che poi, non è mica così tanto diverso adesso...nel senso che dopo aver fatto due figlie, il lavoro precario ce l'ho di fatto...). Conoscere gente, fare cose, ballare la "pelvica e a sandwich in discoteca", come faceva il mio amico Omarunpòtamarro... avere una casa affacciata sull'oceano, guardare l'alba e il tramonto, bere il caffè americano, mangiare i muffin con i lemon poppy seed e slinguare un surfista...Milano con il sole che batteva contro Porta Romana, stamattina era bella. All'altezza di Cologno Monzese, sotto le antenne di Mediaset, mi è anche venuto in mente di quando alle elementari il papà di una mia compagna ci aveva proiettato le diapositive della loro esperienza a New York, lui lavorava in IBM e la famiglia si era trasferita lì per qualche mese. Tutto questo e quello sopra ancora, stamattina nella mia testa mi è sembrato preistoria. Oggi volevo aver 20 anni e fare tutto quello che mi pento di non aver fatto.
Sono arrivata dove dovevo arrivare. E la persona con cui avevo appuntamento però non c'era. Ho chiesto dov'era Andrea e mi hanno detto che Andrea, che ha 23 anni, adesso è in Australia e non si sa quando torna. E li, ancora una volta, volevo avere 20 anni. Io a 20 anni certe cose non le ho fatte, perchè ero troppo concentrata ad essere un tranviere e guidare la mia vita su un binario che pensavo quello giusto. Che poi giusto si è rivelato, però se magari avessi curvato un pò, invece che andare sempre diritto, penso che ne avrei anche goduto. Che so, prendere un aereo, andare a lavorare e trovare un lavoro così, un pò precario (che poi, non è mica così tanto diverso adesso...nel senso che dopo aver fatto due figlie, il lavoro precario ce l'ho di fatto...). Conoscere gente, fare cose, ballare la "pelvica e a sandwich in discoteca", come faceva il mio amico Omarunpòtamarro... avere una casa affacciata sull'oceano, guardare l'alba e il tramonto, bere il caffè americano, mangiare i muffin con i lemon poppy seed e slinguare un surfista...Milano con il sole che batteva contro Porta Romana, stamattina era bella. All'altezza di Cologno Monzese, sotto le antenne di Mediaset, mi è anche venuto in mente di quando alle elementari il papà di una mia compagna ci aveva proiettato le diapositive della loro esperienza a New York, lui lavorava in IBM e la famiglia si era trasferita lì per qualche mese. Tutto questo e quello sopra ancora, stamattina nella mia testa mi è sembrato preistoria. Oggi volevo aver 20 anni e fare tutto quello che mi pento di non aver fatto.
giovedì 1 dicembre 2011
DI UOMINI, PATATA, FEDE E MARITI
Ora di pranzo. Ristorante. La yayabmamma è l'unica donna in mezzo a quattro uomini.
...che il mio amico c'ha l'amante, ha cinquant'anni e fa una vita d'inferno! Deve inventarsi un casino di balle con la moglie, portare i figli in piscina il sabato...li lascia li, mi chiama perchè devo coprirlo se la moglie mi telefona perchè lui gli ha detto che viene da me e invece va dall'amante. Non si può vivere così a cinquant'anni! Però lui fa bene, che la moglie è una rompicoglioni, c'ha tre figli, non beve, non fuma, non si droga...un vizio lo deve pur avere (lui ha 50 anni, sposato, un figlio adolescente).
Io l'altro giorno ero da un cliente, che mi ha detto che lui il mercoledì va a pranzo da una di Brescia. Che la moglie lo sa, ma lui le dice che è solo un'amica e che lei addirittura lo chiama a casa di quella là...che io gli ho chiesto come fa e lui dice che devi accumulare punti. Che devi dire guarda come sono grasso, guarda come sono depresso e allora lei poi ti lascia andare a pranzo da quella di Brescia. E poi lui fa anche un corso di...quella roba là, shiatsu...lui con otto donne, il lunedì sera (lui ha 38 anni, è sposato e ha una figlia piccola)
Io questi qui non li capisco mica però. Ma perchè non prendi in mano la tua vita? Come fai a vivere così???? Tipo che io conosco due, che stanno insieme perchè lei è rimasta incinta ma poi va al mare, senza di lui, e si trova uno. Poi questo qui viene su in albergo per 10 gg e il marito continua a lavorare e lei si compra la borsa da 500 euro. Ma come si fa a vivere così??!!! (lui ha 26 anni, non sposato...forse fidanzato)
E io poi, ho rivisto la mia fidanzata dei tempi dell'università. Le ho telefonato, dopo 25 anni e ci siamo visti per un caffè. Ho preso il treno e sono andato da lei, a milano. Ma non volevo mica farci niente. Poi l'ho detto a mia moglie (lui, quello di 50 anni).
Ma gliel'hai detto per lavarti la coscienza! Altrimenti glielo dicevi prima di andare (lei, età non pervenuta, due figlie gemelle).
Si, si...ma perchè l'hai fatto? Per il brivido? (lui, 35 anni bello, occhi da cerbiatto, convive). Cosa ti ha spinto?
PER LA PATATA? L'HAI FATTO PER LA PATATA, DAI, DICCELO, DAI (PENSANO TUTTI QUELLI SEDUTI INTORNO AL TAVOLO)
E comunque, mio fratello che è un bell'uomo, dopo i 40 ha iniziato a cuccare di brutto. Ma roba che si girano a guardarlo e si fermano se siamo in un locale insieme. Tipo che una sua collega ci ha provato. E lui ha fatto fatica a resistere perchè gli piaceva, ma è sposato, è un uomo di fede, la fede l'ha aiutato e non ha ceduto(lui, quello di 38 anni).
La yayabmamma, che per ragioni di lavoro si è trovata seduta al tavolo con questi quattro, ha cercato di buttare li parole come SENTIMENTO e AMORE. Ha cercato di dire che una donna certe cose le sente. Quello di 50 anni ha ribadito che avere l'amante è una rottura, che è meglio una botta e via. Quello di 26 anni, diceva che possibile che non hai i coglioni per prendere in mano la tua vita. Quello di 35, bello e con gli occhi da cerbiatto, diceva che se tradisci bisogna capire e perdonare (mmmm....gatta ci cova!). Quello di 38 anni, ha detto che lui ha visto le foto di quella di Brescia, che c'ha due tette così. La yayabmamma, che per ragioni di lavoro si è trovata seduta al tavolo con questi quattro, si è scolato l'ultimo goccio di vino rosso rinvenuto sul tavolo e, per dolce, ha preso una mousse di cioccolato nero. Un pò annebbiata e assonnata per essersi svegliata all'alba, è risalita sulla sua auto e ha ricominciato il suo giro di lavoro, pensando che anche lei ha un marito e che forse è meglio non sapere cosa dice quando pranza con i suoi colleghi.
...che il mio amico c'ha l'amante, ha cinquant'anni e fa una vita d'inferno! Deve inventarsi un casino di balle con la moglie, portare i figli in piscina il sabato...li lascia li, mi chiama perchè devo coprirlo se la moglie mi telefona perchè lui gli ha detto che viene da me e invece va dall'amante. Non si può vivere così a cinquant'anni! Però lui fa bene, che la moglie è una rompicoglioni, c'ha tre figli, non beve, non fuma, non si droga...un vizio lo deve pur avere (lui ha 50 anni, sposato, un figlio adolescente).
Io l'altro giorno ero da un cliente, che mi ha detto che lui il mercoledì va a pranzo da una di Brescia. Che la moglie lo sa, ma lui le dice che è solo un'amica e che lei addirittura lo chiama a casa di quella là...che io gli ho chiesto come fa e lui dice che devi accumulare punti. Che devi dire guarda come sono grasso, guarda come sono depresso e allora lei poi ti lascia andare a pranzo da quella di Brescia. E poi lui fa anche un corso di...quella roba là, shiatsu...lui con otto donne, il lunedì sera (lui ha 38 anni, è sposato e ha una figlia piccola)
Io questi qui non li capisco mica però. Ma perchè non prendi in mano la tua vita? Come fai a vivere così???? Tipo che io conosco due, che stanno insieme perchè lei è rimasta incinta ma poi va al mare, senza di lui, e si trova uno. Poi questo qui viene su in albergo per 10 gg e il marito continua a lavorare e lei si compra la borsa da 500 euro. Ma come si fa a vivere così??!!! (lui ha 26 anni, non sposato...forse fidanzato)
E io poi, ho rivisto la mia fidanzata dei tempi dell'università. Le ho telefonato, dopo 25 anni e ci siamo visti per un caffè. Ho preso il treno e sono andato da lei, a milano. Ma non volevo mica farci niente. Poi l'ho detto a mia moglie (lui, quello di 50 anni).
Ma gliel'hai detto per lavarti la coscienza! Altrimenti glielo dicevi prima di andare (lei, età non pervenuta, due figlie gemelle).
Si, si...ma perchè l'hai fatto? Per il brivido? (lui, 35 anni bello, occhi da cerbiatto, convive). Cosa ti ha spinto?
PER LA PATATA? L'HAI FATTO PER LA PATATA, DAI, DICCELO, DAI (PENSANO TUTTI QUELLI SEDUTI INTORNO AL TAVOLO)
E comunque, mio fratello che è un bell'uomo, dopo i 40 ha iniziato a cuccare di brutto. Ma roba che si girano a guardarlo e si fermano se siamo in un locale insieme. Tipo che una sua collega ci ha provato. E lui ha fatto fatica a resistere perchè gli piaceva, ma è sposato, è un uomo di fede, la fede l'ha aiutato e non ha ceduto(lui, quello di 38 anni).
La yayabmamma, che per ragioni di lavoro si è trovata seduta al tavolo con questi quattro, ha cercato di buttare li parole come SENTIMENTO e AMORE. Ha cercato di dire che una donna certe cose le sente. Quello di 50 anni ha ribadito che avere l'amante è una rottura, che è meglio una botta e via. Quello di 26 anni, diceva che possibile che non hai i coglioni per prendere in mano la tua vita. Quello di 35, bello e con gli occhi da cerbiatto, diceva che se tradisci bisogna capire e perdonare (mmmm....gatta ci cova!). Quello di 38 anni, ha detto che lui ha visto le foto di quella di Brescia, che c'ha due tette così. La yayabmamma, che per ragioni di lavoro si è trovata seduta al tavolo con questi quattro, si è scolato l'ultimo goccio di vino rosso rinvenuto sul tavolo e, per dolce, ha preso una mousse di cioccolato nero. Un pò annebbiata e assonnata per essersi svegliata all'alba, è risalita sulla sua auto e ha ricominciato il suo giro di lavoro, pensando che anche lei ha un marito e che forse è meglio non sapere cosa dice quando pranza con i suoi colleghi.
mercoledì 23 novembre 2011
IO, MAMMA MUSONA
Io lo so che ogni mamma è mamma a modo suo. Che la mamma perfetta non c'è. Tipo che io mi sento già perfetta quando usciamo per una gita e mi porto il succo di frutta per fargli fare merenda. E strabuzzo gli occhi se poi i bimbi cadono giocando e la mia amica tira fuori dalla sua borsa il kit di cerotto e arnica stick, che così il bernoccolo non esce.
Tipo che ieri eravamo da mia zia. Che prima di uscire facciamo la pipì e dai, no, il cambio non lo porto perchè la popò l'ha fatta stamattina al nido. E non è bello trovarsi accucciata davanti al bidet altrui, pensando che porcatroia fuori fa freddo, tu non hai gli slip puliti da mettegli e neanche le calze e tua zia ti propone un gambaletto color carne, uno dei suoi (ORRORE) da cacciarle su alla belle e meglio a tua figlia...e prendiamola sul ridere, che la cacca porta fortuna e queste cose ti fanno crescere forte e bella!
Tipo che andiamo da un amichetto delle pata, con la casetta da giardino montata in salotto, un casino infernale dovunque, gatti di polvere che rantolano sul pavimento insieme agli animali di plastica...ma si sta così bene, c'è tanto calore in quella casa, l'aria rilassata e sorrisi...e forse sono io che mi complico un pò l'esistenza se il parquet di casa non è fresco di mocio.
Però, stamattina, io ho pensato. Perchè in bagno al nido, mentre io facevo la signorina Rottermaier, è entrata quella mamma, che è sempre sorridente e rideva e scherzava con il suo piccolo, con la dolcevita azzurra, proprio come il colore del mare. Io sorrido poco, spesso. Io mi lascio travolgere dalla mia vita. Mi sento egoista perchè a volte la mia testa è altrove. Incastra le cose quotidiane, la spesa, il bucato, la mail da mandare, le camicie da stirare...e poi amore lavati le manine, fai così e non fare così. Sono una mamma musona, ultimamente. E non mi piace essere questa mamma musona. Ecco, invidia per quella mamma sorridente che oggi non sono.
Tipo che ieri eravamo da mia zia. Che prima di uscire facciamo la pipì e dai, no, il cambio non lo porto perchè la popò l'ha fatta stamattina al nido. E non è bello trovarsi accucciata davanti al bidet altrui, pensando che porcatroia fuori fa freddo, tu non hai gli slip puliti da mettegli e neanche le calze e tua zia ti propone un gambaletto color carne, uno dei suoi (ORRORE) da cacciarle su alla belle e meglio a tua figlia...e prendiamola sul ridere, che la cacca porta fortuna e queste cose ti fanno crescere forte e bella!
Tipo che andiamo da un amichetto delle pata, con la casetta da giardino montata in salotto, un casino infernale dovunque, gatti di polvere che rantolano sul pavimento insieme agli animali di plastica...ma si sta così bene, c'è tanto calore in quella casa, l'aria rilassata e sorrisi...e forse sono io che mi complico un pò l'esistenza se il parquet di casa non è fresco di mocio.
Però, stamattina, io ho pensato. Perchè in bagno al nido, mentre io facevo la signorina Rottermaier, è entrata quella mamma, che è sempre sorridente e rideva e scherzava con il suo piccolo, con la dolcevita azzurra, proprio come il colore del mare. Io sorrido poco, spesso. Io mi lascio travolgere dalla mia vita. Mi sento egoista perchè a volte la mia testa è altrove. Incastra le cose quotidiane, la spesa, il bucato, la mail da mandare, le camicie da stirare...e poi amore lavati le manine, fai così e non fare così. Sono una mamma musona, ultimamente. E non mi piace essere questa mamma musona. Ecco, invidia per quella mamma sorridente che oggi non sono.
domenica 13 novembre 2011
Io speriamo che ce la faccio

Ci sono. Ancora. Viva. L'autunno è arrivato. Le foglie cadono, ha piovuto ed è anche tornato il sole. Faccio la mamma, lavoro, sorrido molto - anche quando non ho voglia ma devo, pulisco pozze giganti di pipì lasciate a tradimento sul pavimento...ma mi dicono che ormai abbiamo iniziato e si deve andare avanti. Guardo le pata che crescono e parlano, parlano così tanto che anche la maestra del nido me l'ha fatto notare. E poi anche io parlo, rido, sento il mio cuore felice, piango, sono stanca, urlo, urlo come non sapevo di saper fare...mannaggia a quando hanno iniziato a fare psicomotricità...ste capriole intanto che le cambio...devastante. E poi m'incanto, le accarezzo mentre dormono e penso a quanto avere un figlio ti riempia l'anima. Tanto da far fatica a trovare me stessa, perchè non so neanche più bene io dove sono finita. E ogni tanto allora scappo, per riemergere, per prendere una boccata di ossigeno e rigenerarmi. Ieri parlavo con la mia amica, che ha due figli. Mi diceva di come si sente in un frullatore, costantemente. "Pensa" mi dice "oggi sai cosa le ho messo in cartella per merenda? Il telecomando. Ti rendi conto, il te-le-co-man-do!". E. ha 11 anni ed è in prima media. Mancano ancora più o meno 8 anni e mezzo. Io speriamo che ce la faccio.
martedì 27 settembre 2011
IO, LORO E IL MOJITO
Sono certa che non succeda solo a me, ma ditemi- vi prego- che capita anche a voi.
Ditemi che anche voi vi svegliate un'ora e mezza prima dell'entrata al nido, per avere il tempo di fare colazione e per riconnettervi all'universo tutto (magari, già che ci siamo con gli incoraggiamenti, ditemi che anche voi fate fatica a sentire la sveglia, nel senso che non la sentite proprio).
Che dopo il primo (o il secondo caffè - in funzione di come è andata la nottata...e non mi riferisco a giochi di sesso estremo) svegliate la prole, latte, pipì (sul wc, con il riduttore perchè stiamo diventando grandi. Si, amore, sto qui accucciata per terra e ti guardo mentre...emmm, produci. Perchè tu lo vuoi e io, che ti amo più tanto della mia vita, ti assecondo in questo tuo volere. E fa niente se quando andrai al liceo te ne sarai bella che dimenticata e saremo in conflitto, quel sano conflitto adolescenziale tra madre e figlia e tu mi insulterai e...insomma, io sto qui e ti guardò mentre fai la popò). Le lavi, le igienizzi (denti/ orecchie/ naso), incremamento generale (dalla faccia al sedere). Le vesti, cercando di domare eventuali faide che possono scoppiare inaspettate se ti dimentichi che la maglietta rosa a righe è di una e non dell'altra, che invece mette la maglietta con il cavallo blu, che è contenta ma diventa un affronto alla sorella, mentre piange disperata sul pavimento.
Sedato il conflitto, avverti già quel folle desiderio di mojito. Preoccupante. E non sono neanche le otto e mezzo. E la tua mente è tornata indietro a quando la sveglia suonava mezz'ora prima di entrare in ufficio e riuscivi pure ad arrivare con la riga dell'eye liner diritta.
A questo punto, ignorando la voglia di alcol che si fa strada dentro di te (vedi già la ciliegina sul fondo, confessa), le faresti scendere alla velocità della luce giù dalle scale. Ma loro sono bambine. E hanno i loro tempi da rispettare. E il concetto di corsa è meglio non applicarlo quando ti separano dal pavimento 30 scalini e due rampe di scale. E allora, manina a manina, ci metti quei bei 10 minuti, a scendere giù con calma, rispondendo - nel frattempo alle mille mila domande che ti vengono fatte. Uhhhh, quanto vorrei vivere a pianoterra io, la mattina!
Ma eravamo rimaste sulle scale di casa, con me che rispondo alle pata, che mi chiedono laqualunque. E le risposte, lo sappiamo, che ad una mamma gli devono venire. Anche se la tanica di caffè che hai già in corpo non ha ancora fatto effetto e quella voglia di mojito, silente, è sempre lì (e sono solo le nove meno un quarto).
E allora, patabelle, mettiamo il turbo. Nel senso, vi prego (ed è la vostra mamma che ve lo chiede) muovete quelle gambette belle. Sedetevi su questi gradini che dobbiamo mettere le scarpe. E no, il palloncino non lo portiamo in classe ( due pata, un borsone di carta della COOP pieno di bavaglie e cambi da lasciare in bagno al nido, un pacchetto di fazzoletti dei puffi e uno di hello kitty, un cane, una mucca...mi sembra possano bastare, il palloncino no, dai, ti prego no).
Ok, il palloncino lo lasciamo a casa (pfiiiiuuu). Esci, adesso, ti prego esci...che sto mettendo l'allarme e abbiamo quei 30 secondi che se no suona e facciamo la solita figura di merda con i vicini...si, siam sempre noi.
Altre due rampe di scale. Con le pata, il sacchetto della coop, il cane, la mucca, i fazzoletti e le chiavi perchè la mia borsa non so dove metterla. Non so come cazzarola faccio, ma piangete e mi tocca di prendervi in braccio (la sentite wonder woman di sottofondo???!!!). E la voglia di mojito, sempre quella, mi fa ciao ciao con la manina.
Arriviamo in garage. Facciamo cambio di seggiolini, perchè tu vuoi andare in quello di tua sorella e tua sorella in quello tuo. Ma a metà lei non vuole più entrare in questo ma vuole restare in quello. E nel frattempo intratteniamo un pò anche questa formichina che c'è sul pavimento...si, amore, quelle invece sono briciole e le altre macchie di olio....nooooo, perchè hai schiacciato la formichina? Te l'ha detto la nonna??!!! Ah, bene.
Ok, ora tutti in carrozza. Il telecomando della porta del garage??! Se è uno scherzo non mi piace. Poi lo ritrovo....certo che dovrei buttare quei due stecchetti di gelato ....saranno li da maggio, almeno. E il bicchiere giallo, si amore, è il tuo. No, non puoi usarlo...l'antitenatica mi sa che non rientra nelle vaccinazioni che ti ho già fatto.
Arrivo al nido. Il parcheggio non c'è. Io impreco, ma mi arrangio e parcheggio in discesa. Che una volta a una tipa con l'X3 non ha tenuto il freno a mano e il suv è finito dentro il cancello della ditta li davanti. Pata giù dalla macchina. Prendo il cane, la mucca, il sacchetto della coop, le chiavi, i fazzoletti...oh, ecco dov'erano le mollette con il gatto. Corri amore, che chiudono.
Varcata la porta del nido...ma cosa fa quel bimbo in piena crisi davanti al nostro armadietto...no dai, lui piange e io non posso digli di spostarsi che mi servono le calzine antiscivolo. Ecco, bravo, vai in bagno con mamma.
Finalmente, alle nove e un quarto, catapulto in classe le pata, ben contente di starsene con maestre e amici.
Ed ecco. Lo sentite? E' il rumore della pa-ce. La quiete dopo la tempesta. Il cuore torna a battere normalmente, tiro un sospiro e mi scappa un sorriso alla mamma di prima. Ebbra di felicità, esco con i calzari addosso e mi tocca rientrare per toglierli. Ma poteva andare peggio (tipo se avesse piovuto- si, perchè ditemi che anche a voi è capitato di uscire fuori con i calzari mentre pioveva...vero che vi è capitato???).
La voglia di mojito è scomparsa. Torno a casa e comincio a lavorare, anche se mi sembra di aver già vissuto una settimana di fila...
Ditemi che anche voi vi svegliate un'ora e mezza prima dell'entrata al nido, per avere il tempo di fare colazione e per riconnettervi all'universo tutto (magari, già che ci siamo con gli incoraggiamenti, ditemi che anche voi fate fatica a sentire la sveglia, nel senso che non la sentite proprio).
Che dopo il primo (o il secondo caffè - in funzione di come è andata la nottata...e non mi riferisco a giochi di sesso estremo) svegliate la prole, latte, pipì (sul wc, con il riduttore perchè stiamo diventando grandi. Si, amore, sto qui accucciata per terra e ti guardo mentre...emmm, produci. Perchè tu lo vuoi e io, che ti amo più tanto della mia vita, ti assecondo in questo tuo volere. E fa niente se quando andrai al liceo te ne sarai bella che dimenticata e saremo in conflitto, quel sano conflitto adolescenziale tra madre e figlia e tu mi insulterai e...insomma, io sto qui e ti guardò mentre fai la popò). Le lavi, le igienizzi (denti/ orecchie/ naso), incremamento generale (dalla faccia al sedere). Le vesti, cercando di domare eventuali faide che possono scoppiare inaspettate se ti dimentichi che la maglietta rosa a righe è di una e non dell'altra, che invece mette la maglietta con il cavallo blu, che è contenta ma diventa un affronto alla sorella, mentre piange disperata sul pavimento.
Sedato il conflitto, avverti già quel folle desiderio di mojito. Preoccupante. E non sono neanche le otto e mezzo. E la tua mente è tornata indietro a quando la sveglia suonava mezz'ora prima di entrare in ufficio e riuscivi pure ad arrivare con la riga dell'eye liner diritta.
A questo punto, ignorando la voglia di alcol che si fa strada dentro di te (vedi già la ciliegina sul fondo, confessa), le faresti scendere alla velocità della luce giù dalle scale. Ma loro sono bambine. E hanno i loro tempi da rispettare. E il concetto di corsa è meglio non applicarlo quando ti separano dal pavimento 30 scalini e due rampe di scale. E allora, manina a manina, ci metti quei bei 10 minuti, a scendere giù con calma, rispondendo - nel frattempo alle mille mila domande che ti vengono fatte. Uhhhh, quanto vorrei vivere a pianoterra io, la mattina!
Ma eravamo rimaste sulle scale di casa, con me che rispondo alle pata, che mi chiedono laqualunque. E le risposte, lo sappiamo, che ad una mamma gli devono venire. Anche se la tanica di caffè che hai già in corpo non ha ancora fatto effetto e quella voglia di mojito, silente, è sempre lì (e sono solo le nove meno un quarto).
E allora, patabelle, mettiamo il turbo. Nel senso, vi prego (ed è la vostra mamma che ve lo chiede) muovete quelle gambette belle. Sedetevi su questi gradini che dobbiamo mettere le scarpe. E no, il palloncino non lo portiamo in classe ( due pata, un borsone di carta della COOP pieno di bavaglie e cambi da lasciare in bagno al nido, un pacchetto di fazzoletti dei puffi e uno di hello kitty, un cane, una mucca...mi sembra possano bastare, il palloncino no, dai, ti prego no).
Ok, il palloncino lo lasciamo a casa (pfiiiiuuu). Esci, adesso, ti prego esci...che sto mettendo l'allarme e abbiamo quei 30 secondi che se no suona e facciamo la solita figura di merda con i vicini...si, siam sempre noi.
Altre due rampe di scale. Con le pata, il sacchetto della coop, il cane, la mucca, i fazzoletti e le chiavi perchè la mia borsa non so dove metterla. Non so come cazzarola faccio, ma piangete e mi tocca di prendervi in braccio (la sentite wonder woman di sottofondo???!!!). E la voglia di mojito, sempre quella, mi fa ciao ciao con la manina.
Arriviamo in garage. Facciamo cambio di seggiolini, perchè tu vuoi andare in quello di tua sorella e tua sorella in quello tuo. Ma a metà lei non vuole più entrare in questo ma vuole restare in quello. E nel frattempo intratteniamo un pò anche questa formichina che c'è sul pavimento...si, amore, quelle invece sono briciole e le altre macchie di olio....nooooo, perchè hai schiacciato la formichina? Te l'ha detto la nonna??!!! Ah, bene.
Ok, ora tutti in carrozza. Il telecomando della porta del garage??! Se è uno scherzo non mi piace. Poi lo ritrovo....certo che dovrei buttare quei due stecchetti di gelato ....saranno li da maggio, almeno. E il bicchiere giallo, si amore, è il tuo. No, non puoi usarlo...l'antitenatica mi sa che non rientra nelle vaccinazioni che ti ho già fatto.
Arrivo al nido. Il parcheggio non c'è. Io impreco, ma mi arrangio e parcheggio in discesa. Che una volta a una tipa con l'X3 non ha tenuto il freno a mano e il suv è finito dentro il cancello della ditta li davanti. Pata giù dalla macchina. Prendo il cane, la mucca, il sacchetto della coop, le chiavi, i fazzoletti...oh, ecco dov'erano le mollette con il gatto. Corri amore, che chiudono.
Varcata la porta del nido...ma cosa fa quel bimbo in piena crisi davanti al nostro armadietto...no dai, lui piange e io non posso digli di spostarsi che mi servono le calzine antiscivolo. Ecco, bravo, vai in bagno con mamma.
Finalmente, alle nove e un quarto, catapulto in classe le pata, ben contente di starsene con maestre e amici.
Ed ecco. Lo sentite? E' il rumore della pa-ce. La quiete dopo la tempesta. Il cuore torna a battere normalmente, tiro un sospiro e mi scappa un sorriso alla mamma di prima. Ebbra di felicità, esco con i calzari addosso e mi tocca rientrare per toglierli. Ma poteva andare peggio (tipo se avesse piovuto- si, perchè ditemi che anche a voi è capitato di uscire fuori con i calzari mentre pioveva...vero che vi è capitato???).
La voglia di mojito è scomparsa. Torno a casa e comincio a lavorare, anche se mi sembra di aver già vissuto una settimana di fila...
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