Ti ho visto. Sei arrivato piano piano, come la pantera rosa. Sei spuntato dalla porta a vetri, quella che si apre e permette di uscire sulla veranda. Ti sei guardato intorno e ci hai osservato, tutti.
Hai spostato - volutamente - il tuo sguardo sul laghetto e i pesci.
Quattro passi, lunghi e ben calibrati.
Hai seguito il perimetro delle sedie e ti sei confuso per qualche istante con le piante nei grandi vasi.
E poi tzaaacc, da sotto la camicia gialla, il maglione a righe e la giacca, hanno fatto capolino le tue mani, che si sono posate sul tavolo, imbandito.
I tuoi occhi furbetti se la ridevano da sotto gli occhiai tondi e, con un soffio leggero di vento, il riporto poggiato sulla tua testa, ha fatto un balzello.
La consuocera, con il suo trascorso da panettiera, ti ha studiato.
E poi ha chiesto alla zia se quello lì era un parente suo.
Ricevuta una risposta negativa, il padre del festeggiato, ha fatto vibrare le corde del suo collo taurino e ti ha intimato " Teeeeee....va che questo qui è un rinfresco".
E tu, povero cristo avvolto nel tuo completo della festa, hai ringraziato e così come sei apparso, sei scomparso.
* Trattasi di cronaca di un umbicato scanzonato, beccato con le mani nel sacco, mentre dava fondo a tutto ciò che c'era a disposizione al rinfresco del battesimo di ieri.
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