martedì 2 agosto 2011

IL PUNTO ZERO

...che non c'entra una beata fava con il punto g.
Ma non mi viene in mente un altro titolo per questo post. Ho scritto l'ultima volta più di un mese fa. E non è che non scriva da allora perchè non avessi avuto voglia di farlo. Anzi. Io al mio blog ci ho pensato e ci penso ogni giorno, come se fosse un'altra delle mie creature. Lo dicevo giusto giusto un paio di giorni fa, ad un'altra blogger che questo piccolo spazio mio, me lo sono ritagliato quando la pancia cominciava a crescere e due piccoli puntini prendevano forma dentro di me, giorno dopo giorno. Il blog l'ho aperto perchè la gioia per quello che mi stava succedendo era troppa e poi l'ho aperto anche un pò per solitudine, perchè se tutto il resto del mondo è impegnato nelle sue cose e te rasenti i 100 kg (quando avevo la pancia, non adesso, sialodatoilcielo) e rotoli dal letto al divano e devi trovarti un modo per passare il tempo...il blog ti salva. Era più facile, prima, scrivere qui. Adesso mi sta venendo un pò il blog blocco, che non è una bella cosa, secondo me. Ma che forse capita. E che è anche un pò legata al timore che mettere qui dentro pezzi di te non sia giusto. Che è un pò non senso e che fa a pugni con l'aprire un blog...oh, lo so che il pensiero è contorto, ma fa caldo, ho appena raccolto i pomodori nell'orto e poi il titolo del post è il punto zero.

Punto zero perchè dietro il silenzio si nasconde la voglia di capire e anche quella di fare bilanci. Che non è mica poi sempre vero che i bilanci si fanno alla fine dell'anno. Dai, non può mica succedere solo a me!
Io i bilanci li tiro anche quando non lavoro per un mese e non è esattamente stata una scelta mia. Che ho un casino di tempo per fare la mamma (e so di essere fortunata) ma poi il senso di paura per aver fatto delle scelte potenzialmente sbagliate mi viene a fare cucù sulle spalle, mentre sono seduta sulle mattonelle a quadretti del mio bagno e le guardo che fanno pipì sedute sul vasino (quello della foto). E anche se non fa così caldo come dovrebbe, a me comunque mi viene da cominciare a sudare. E allora guardo le mie figlie, per cercare una conferma nei loro occhi e nel loro sorriso. E tutti i giorni scopro un particolare nuovo e i livelli di endorfina crescono e me le stringo fino a stritolarle, facendo finta di farle tornare nella mia pancia. E gli mostro il piccolo taglio che proprio nella mia pancia è rimasto, appena sotto l'ombelico e gli dico che loro sono venute fuori da lì. Perchè mi sembra giusto così, anche se poi quando vanno dal loro papà o dal nonno e cercano lo stesso taglio, dobbiamo spiegargli un paio di cose...

Osservo il mondo che mi gira intorno, a volte mi pare vada premendo l'acceleratore e altre volte lento come gli ottantenni che hanno condiviso con noi qualche giorno di riposo. Avete mai provato a camminare in un paese dove le persone più giovani siete te e le due tipette che viaggiano comode e beate sul passeggino doppio? Se il colore di capelli più cool è quel grigio sfumato violetto che fa tanto fatina buona, che se non hai un bastone o un treppiede sei fuori dal coro...E' strano se la tua amica di vacanza diventa una "ragazza" nata nel 1919...ci ho messo un pò a fare i conti e pochissimo a vergognarmi di quanto fosse più arzilla e attiva di me. Ho passato pomeriggi al sapore di lenta- estate- che passa e di ghiacciolo alla menta che ti cola sulle superga. Ho capito che portare le tue figlie ai giardinetti pubblici è un pò come un percorso di sopravvivenza. Per te, però. Perchè vederle tra maschioni di tre o quattro anni più grandi ti fa venire la tachicardia, con la paura che te le schiaccino. E capire che il carattere a due anni ce l'hai già, se dall'alto dei tuoi 85 cm di altezza sfidi un seienne che ti vuole passare davanti sullo scivolo. E che a due anni, sei già furba se quel seienne lì lo guardi facendo spat spat con gli occhioni e ti sposti il ricciolo che ti è caduto sull'occhio destro.
Sono stati giorni che hanno lasciato spazio anche alla solitudine. Di nuovo. Perchè mica sempre il confronto con due duenni è appagante da tutti i punti di vista. Sapere che non è un peccato mortale pensare che avere un figlio non basta è comunque già tanto, per quanto tu quel figlio l'abbia desiderato sopra ogni cosa. In questo gioco al bilancio, è un continuo toccare i tuoi confini, un continuo misurarsi e ipotizzare margini di miglioramento.
Il bilancio, insomma è quotidiano, da queste parti. A volte chiudo in positivo e altre volte vado in rosso. E qualcosa mi dice che continuerà così, almeno per i prossimi 30 anni.
E' un'estate lenta, questa che sta passando. Loro parlano di mare e palette. Io penso alle persone speciali che si incontrano e agli affetti veri. Mi guardo allo specchio e impreco contro quei fili bianchi che ancora una volta fanno capolino tra i capelli più scuri. Ho anche riattivato il mio profilo su FB e ho chiesto l'amicizia a un Antonio sbagliato, omonino di un amico che non vedo da tanto. Peccato che il tipo, dopo avermi detto che non mi conosce, abbia iniziato a fare il piacione...mi scappa un sorriso, penso che gli uomini sono proprio tutti uguali e mi faccio un bel caffè freddo. Ah, e se siete arrivati a leggere fin qui, grazie per la pazienza ;-)


* Nella foto, ci sono i due splendidi vasini a forma di papera, protagonisti di tanti giochi che vedono il bagno di casa nostra come teatro ideale. Le papere si baciano, le papere corrono in moto, nelle papere ci mettiamo i piedini...e solo qualche volta, servono per farci la pipì...

7 commenti:

Unknown ha detto...

Ma che pazienza? E' bellissimo leggerti.
Continua pure a postare a cadenza mensile, o quando più di va.
Qui siamo tutte amiche, anche se virtuali, e di certo non mettiamo il muso.
I vasini sono fantastici.
Qui da me, i vasini (design classico) sono ancora un oggetto misterioso.

Sandra c'era una volta Ilaria ha detto...

vorrei sottolineare che io le patacroccole le ho conosciute e sono le bambine + belle del mondo!
Vorrei dirti che anche io ho i capelli bianchi, faccio bilanci di continuo, in rosso sparato peggio di un semaforo che mi ferma sempre. Penso al blog ogni giorno faccio anche 2 post al giorno e credo di essere malata. Poi però capitano dei commenti veri su qualcosa di importante, come il mio post di ieri, e allora mi pare proprio che il blog valga la pena di tenerselo stretto, anche se poi ci scappa il post cazzone ogni tanto. Hai scritto delle cose molto vere, anche io mi apro nel blog x poi dirmi e adesso? adesso tutti sanno i fattacci miei? E sono contenta, per un attacco ho avuto 10000 riconoscimenti preziosi. bacioni a presto

Francesca ha detto...

mi ricordo benissimo quando apristi il blog...forse era anche un passaggio "necessario" da -quel- diario a un altro modo di scrivere....
i blocchi capitano, pure io ce l'ho e non è che non ho niente da dire, anzi forse troppe cose che mi frullano e poco tempo...
Io il tuo blog lo leggo sempre e quando vedo che c'è un post nuovo (a volte più frequenti a volte più rari) so che aprirò il tuo blog e leggerò una bella pagina. Sei una garanzia ,-)

Belle papere!!!

diana ha detto...

un bel bilancio...vero e crudo....che non è sempre facile scrivere di se che non è sempre bello farti guardare dentro dagli altri...il blog è un po' anche questo...avere un po' di voci dal coro che ti dicono...passerà e sarà sempre meglio!
un abbraccio

MAMMA AL QUADRATO ha detto...

com'è che questa estate, lenta forse come dici tu, ci porta a fare tutti questi bilanci? anche a me è successa la stessa cosa...
continua ad aggiornarci mi raccomnado, ti leggiamo sempre con piacere. :-)

yayabmamma ha detto...

@slela: supermamma slela grazie perchè hai sempre delle belle parole per me ;-) E' proprio un peccato la distanza, altrimenti resto sempre del parere che avremmo potuto organizzare un incontro tra elfi e pata!!! Per i vasini, siamo solo davvero ai primi passi...temo che la strada sia ancora moooolto lunga.
@Ilaria: ragazza, ma tutti questi complimenti mi fanno arrossire!Hai proprio ragione, il blog è un luogo prezioso...e poi consocere le blogger di persona...che bello è??!!
@Francesca: tu sai. Tu sai tante cose di me e mi capisci. Il passaggio è stato "obbligato", anche per una questione di rispetto, nel senso che se capisci che la tua gioia può ferire qualcuno, allora è giusto fare un passo indietro e trovare un'altra strada. Per quanto riguarda il blog, anche per me vale lo stesso leggendo il tuo...un abbraccio speciale a Vi e buone vacanze!
@diana: la penso come te, che l'essenza del blog sia la condivisione, con tutto il buono che può portare in termini di consigli e aiuto "virtuale". Non sempre è facile confrontarsi con chi ci sta intorno, anche solo perchè a volte mancano le occasioni per farlo. Credo che il trucco sia trovare il giusto equilibrio e capire quanto siamo disposte a farci guardare dentro per ricevere in cambio ;-)
@mammaalquadrato: ehi, ho letto che sei in partenza...e ho anche letto quello che tu definisci il post pacco...ma che pacco, più che altro uno spaccato di vita vissuta da bis mamma. E purtroppo, come te, anche io mi sto rassegnando ai rapporti d'amicizia che in età adulta finiscono...che peccato però. Buone vacanze a tutta la famiglia!

Anonimo ha detto...

gli uomini sono quasi tutti uguali.. il ghiacciolo alla menta non lo mangio dalle medie, che voglia!
m.