martedì 1 dicembre 2009

Yaya pensiero del martedì

Gli animali d'inverno vanno in letargo.
E se lo fanno, ci sarà un perchè.
Quindi, anche l'uomo che per di più è un animale intelligente, dovrebbe andare in letargo per far passare queste cupe giornate e risvegliarsi in primavera, quando è tutto un tripudio di fiori e colori.
Che tradotto, significa che in questi giorni, anche se riesco comunque a dormire le mie otto- dieci ore filate per notte, mi alzo il mattino sempre stanca-stanca-stanca.
Avere due gemelle, secondo il coniuge è come lavorare a cottimo.
Secondo me, invece, è come lavorare in miniera. Nel senso che arrivi la sera e c'hai la colonna vertebrale spezzata (comunque massimo rispetto a chi nella miniera ci lavora per davvero).
Poi, per fortuna, ci sono dei momenti in cui le due sanguisughe si coordinano e decidono di appisolarsi insieme durante il pomeriggio (il trend ultimamente è: se ne addormenta una e contemporaneamente si sveglia l'altra).
Io guardo un enorme sacco di mele acquistato nel corso di una gita domenicale in montagna. E mi scatta la voglia di torta di mele.


La foto della torta...orca, ormai è tardi :-)
La ricetta non la posto, tanto di ricette per la torta di mele nella rete ce ne sono a migliaia.
Io ho aperto il mio quaderno delle ricette e ho seguito una ricetta di mia nonna.
La ricetta della nonna è scritta su dei piccoli fogli di carta ingiallita, strappati da quello che probabilmente fu il suo quaderno delle ricette. Sui fogli si vedono degli scarabocchi in matita di un mio cugino (si, deve essere stato un mio cugino...non posso pensare di essere stata io, anche da piccola ero molto intelligente!).
Le ricette sono scritte con la calligrafia arrotondata ed elegante di una volta, la medesima calligrafia che spesso mi è capitato di ritrovare negli scritti di persone della sua stessa leva.
Mia nonna non era una persona che aveva avuto la possibilità di studiare.
Mia nonna aveva dieci fratelli e a 8 anni l'hanno messa su un treno (a 8 anni....è incredibile) e dalla campagna in cui viveva l'hanno spedita a servizio in una casa di ricchi signori a Bologna. E poi da lì, qualche anno dopo l'hanno mandata a Mantova. Io mi ritrovo sotto le dita ricette antiche, di cose buone mangiate forse per merenda dai figli di questi signori e dagli amichetti ricchi dei figli di signori. O dalle annoiate amiche della padrona di casa, che andavano a farle visita per far passare più velocemente la loro oziosa giornata.
Se a 8 anni mi avessero messa su di un treno e mi avessero spedito lontana dai miei...io sarei morta. Ma morta per davvero.
La vita di mia nonna è continuata poi con un matrimonio combinato (la brianza un pò come l'india, insomma) perchè lei aveva più di trent'anni ed era ancora signorina e così una sua sorella le ha trovato un marito reduce di guerra (mio nonno) che lavorava in proprio e voleva mettere su famiglia. Fa niente se ha visto quell' uomo un paio di volte e poi se l'è sposato, fa niente se poi quell' uomo ogni tanto sbarellava un pò e passava le sue giornata in osteria.
La storia poi finisce che mia nonna con quell' uomo ci ha fatto tre figli maschi, che come quando aveva 8 anni si è rimboccata le maniche e li ha cresciuti, tra mille sacrifici, in modo più che dignitoso.
Passo le mie mani su questi fogli ingialliti dal tempo.
Li accarezzo, come si accarezzano i pensieri per le persone che non ci sono più. Quello che mi resta di lei sono tanti ricordi di una donna piccola piccola ma con il cuore grande.
E per le pata, quando saranno più grandi, anche per loro ci sarà una fetta della torta di mele della nonnaA.

4 commenti:

girl68 ha detto...

al giorno d'oggi è pazzesco pensare che all'età di 8 anni c'era bambine che prestavano servizio a casa dei ricchi ma si sa erano altri tempi. mi ha fatto tanta tenerezza leggere questo post e quasi quasi ho anche sentito l'odore della torta di mele appena sfornata

TuttoDoppio+1 ha detto...

anche mia mamma è stata spedita a lavorare dai ricchi, era solo un pò più grande...

dolce, dolce post.

beba ha detto...

oh che bella storia....

PaolaFrancy ha detto...

me la sono immaginata la tua nonnina. che a 8 anni prende il treno e va.
una storia pazzesca, ma dolce. dolce per la ricetta di torta di mele. e dolce perche' e' dolce il ricordo.
adoro i fogli di carta ingiallita.

perche' una volta le cose avevano un altro sapore??? ( tranne la torta, eh? che e' sempre uguale a quello della torta della nonna ... )

un abbraccio, paola