venerdì 4 febbraio 2011

POTREI ESSERE INCINTA (ma non lo sono)

Potrei essere incinta. Ma non lo sono. Potrei essere incinta perchè in questo momento soffro di narcolessia, mi muovo sulle onde di una fame atavica, mi perdo incantata a guardare le mie figlie e piango copiosamente e in silenzio, ma non di un pianto triste, per intenderci, ma semplicemente piango perchè ho i nervi emozionali (o qualcosa di questo tipo) pronti ad innescarsi come micce. Piango perchè il cielo non è più solo grigio e riesco a bermi un caffè chiacchierando con la plant, piango per una canzone, piango perchè mio papà mi porta il pane fatto in casa o perchè mia figlia, quella piccola, sta dieci minuti a guardarsi i piedini che sventola nell'aria e poi si accoccola vicino a me.
Oggi la voce si è incrinata, perchè commossa, al centro stampa. Capito, al centro stampa! Tra una fotocopiatrice e l'altra. Che figure che faccio però. Al signor G. spiegavo che il sole sul mio bigliettino da visita ha il suo perchè, ma chiedevo comunque un parere, perchè loro ne vedono molti ma sa, ha un significato profondo per me. L'occhio mi si è lubrificato vistosamente (eh, ma che figure che faccio però) e il proprietario del centro copie mi ha allungato un fazzolettino...no, volevo dire, mi ha allungato un segnalibro su cui c'era una poesia e mi ha detto che capiva quello che intendevo e che ha scelto il nome della sua società per le stesse ragioni.

Itaca

Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi o la furia di Nettuno non temere, non sarà questo il genere di incontri se il pensiero resta alto e un sentimento fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, non certo, nè all'irato Nettuno incapperai se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga. Che i mattini d'estate siano tanti quando nei porti- finalmente e con che gioia- toccherai terra tu per la prima volta: negli empori fenici indugia e acquista medreperle, coralli, ebano e ambre tutta merce fina, anche profumi penetranti d'ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi, va in molte città egizie impara una quantità di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca- raggiungerla sia il pensiero costante. Soprattutto, non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio metta piede sull'isola, tu, ricco dei tesori accumulati per strada senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo sulla strada:
che cos'altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso già tu avrai capito ciò che Itala vuole significare.
(Kostantin Kavafis)

Due pensieri:
1. Grazie signor G. per questa poesia e per questo augurio di buon viaggio.
2. E' la seconda volta in vita mia che un uomo, in qualche modo, mi recita una poesia. La prima è successa tanti anni fa. Non fu fatto con intenti romantici. Ero in un puzzolente laboratorio di analisi, a tagliare meloni per cercarci dentro molecole chimiche. L'uomo in questione, con cui da li a breve non avremmo più lavorato per una serie di ragioni, mi disse che gli piacevo come persona e nell'augurarmi il meglio per il mio futuro, ha cominciato a recitarmi una poesia, tutta d'un fiato e in evidente imbarazzo. Io non saprò mai di che poesia si trattasse. Potevo essere incinta anche allora. Ma non lo ero. Solo che l'emozione mi è partita a livelli apocalittici e tra una fetta di melone e l'altra, non ho sentito una sola parola di quello che diceva, vergognandomi come una ladra.
A distanza di anni, è ancora e comunque un dolce ricordo.

3 commenti:

Ilaria Pit-Lane ha detto...

Grazie per aver pubblicato questa bellissima poesia.
è da brividi, e ci voleva proprio! :)

Ilaria

Arianna ha detto...

Che bello quello che hai scritto, mi viene da augurarti di fare un "buon viaggio"

yayabmamma ha detto...

@Ilaria e Arianna: grazie ragazze, mi fa piacere che vi sia piaciuta ;-)