sabato 26 febbraio 2011

COME UN ELEFANTE, MA DI PANCIA O DI CUORE, COMUNQUE FIGLIO MIO!

Previa autorizzazione della mia amica speciale, sono contenta di pubblicare questi bellissimi pensieri, concepiti a migliaia di chilometri da noi e recapitati nella mia casella mail. Per chi se lo stesse chiedendo, incinta come un elefante perchè l'attesa per incontrare un figlio di cuore è molto più lunga di nove mesi e paragonabile, appunto a quella di un elefante.

"Ebbene sì, è già passata una settimana dal giorno della partenza per quello che chiamano il viaggio della vita.
In una settimana la nostra vita è passata dal linguaggio binario a quello unitario: come in ogni famiglia che si rispetti, le nostre priorità ora sono diventate le sue priorità. E non perché noi lo si vizi o chissà cosa, ma perché il nostro piccolo tappoteppa sta facendo così tanti progressi e superando così tanti cambiamenti, che, come minimo, cerchiamo almeno di rispettarlo nei suoi orari e nelle sue esigenze (e ci mancherebbe pure!). Perché è naturale che il passo si accorci quando cammini insieme al tuo frugolo per strada, è normale che tu ripeta settanta volte "Nella vecchia fattoria" perché lui possa aggiungere il suo "Ia-ia-oh!", è spontaneo ri-vedere il mondo attraverso i suoi occhi e le sue scoperte. Anche se non c'è genetica che ti leghi a lui, le viscere rispondono comunque, eccome se rispondono! E' nostro figlio. Lo era già da quel primo dicembre in cui ci annunciavano la possibilità di incontrarlo. Lo era forse già dal giorno della sua nascita.
Ora tutte le domande che lungo questo cammino (ma credo che lo stesso valga, magari non in eguale misura, anche per la genitorialità biologica) ti capita di farti su quanto bene vorrai a questo figlio che sta arrivando a rompere la tua routine di coppia, mi sembrano meri esercizi mentali. Perché sono le viscere a rispondere, è una dimensione che trascende la logica e il razionale. E' tuo figlio, gli vuoi bene e basta. Come tutte le mamme e papà dovrebbero voler bene ai loro figli. E non lo dico sull'onda del sentimento che ci avvolge in questa prima fase insieme. Lo dico perché lo vedo riflesso in tutte le coppie che sono qui con noi per il medesimo motivo, ognuna con le sue storie, ognuna con il suo modo di essere famiglia.
Noi siamo fortunati e, contemporaneamente, più responsabili. Perché questo figlio non ci è arrivato per caso. Noi lo abbiamo cercato, attraverso tutte le strade intraprese, attraverso le piccole e grandi prove superate, negli anni. Ma ancora non ci sembra vero che ci stia russando accanto, come sempre a quest'ora. E ci guardiamo negli occhi e un po' ci commuoviamo. Perché ce l'abbiamo fatta e viene spontaneo batterci un cinque di soddisfazione. E' vero, siamo stati aiutati in tanto da tutti, ma senz'altro ci abbiamo anche messo del nostro per arrivare a questo lettino. E chi ci è stato accanto lo sa.
Quindi oggi è stata una bella giornata, anche se gli impegni burocratici ci hanno portato via una mattinata intera e hanno un po' sfalsato i suoi orari, facendolo mangiare un po' più tardi, appisolare più tardi e svegliare in lacrime per mancata digestione. Ma tutto passa, come il suo mal di stomaco, come questi giorni che volano letteralmente via e ti accorgi di essere arrivato a fine giornata senza aver fatto quasi nulla.
Ma sono mattoni invisibili, fatti di sorrisi, coccole, giochi, prove di forza e tempo trascorso insieme; mattoni che costruiscono quello che prima non c'era. La nostra famiglia.
Oggi il nanetto ci ha quasi sempre chiesto lui di andare in bagno, invece di farla nel patello. Lo so, non sembra un granché come ricordo di questa giornata, eppure noi ci siamo sentiti di apporci una medaglia sul petto e di consegnare a lui la coppa del campione. E' difficile capire come uno scricciolo così piccolo possa fare tanti progressi così rapidamente. Sembra niente, ma a noi basta questo per dire che anche se è volata, questa giornata non è passata invano. In fondo è anche per questo che abbiamo voluto essere genitori.
Ah, altri appunti mentali che segnano la nostra cronistoria familiare: oggi abbiamo inventato il gioco dell'aeroplanino, abbiamo definitivamente mandato a gambe all'aria l'indicazione dell'orfanotrofio sulle sue paure a riguardo dei cani e degli animali (rideva come un matto quando il coniglio gli ha leccato il ditino!), ci siamo chiusi la lampo della giacca a vento da soli e abbiamo imparato a dire "Ascensciuole" e "No", oltre ad aver dimostrato un discreto talento da centrocampista scartando ripetutamente Papà a pallone (ma proveremo anche altri sport, lo ha promesso a Mamma).
Insomma, davvero una giornata bellissima".

7 commenti:

Owl ha detto...

a costo di sembrare banale, non mi interessa, voglio dirti che questa lettera è davvero commovente

yayabmamma ha detto...

@Owl: no, non ti trovo per niente banale. Le sue parole sono profonde e piene di significato. Hai visto come sono fortunata ad avere un'amica così? ;-)

Owl ha detto...

fortunata si! ma anche lei, visto che tu la comprendi così bene!
Ho una cugina, a cui voglio molto bene, a cui farebbero bene queste parole. Si è fermata sul concetto di "voglio un figlio ma lo devo fare io" e non sta più vivendo.

R ha detto...

che bello ;) mi sono commossa. Queste parole aiutano a ringraziare ogni giorno per il dono dei figli (di pancia o di cuore che siano) e per ogni singolo istante della nostra vita insieme a loro.
Grazie alla tua amica per averti permesso di condividere con noi la sua gioia

widepeak ha detto...

che meraviglia, tornerò spesso da questo post...

yayabmamma ha detto...

Ragazze, a me vengono i lacrimoni agli occhi ogni volta che la leggo...lacrime di felicità per loro si intende!

franci ha detto...

yaya è semplicemente meraviglioso ... e come non fanno a venirti le lacrime a te che la vivi cosi da vicino? Vengono a noi che non la conosciamo nemmeno ...

un figlio è un figlio ..di pancia, di cuore ... è comunque un'avventura meravigliosa ...e come per un figlio di pancia anche con quello di cuore ..basta annusarsi per riconoscersi e questa lettera ne è una dimostrazione vivente!

un abbraccio alla nuova famiglia!