lunedì 10 gennaio 2011

PERCHE' ORMAI SIAMO QUASI PARENTI

Cose successe dall'inizio del 2011 (in ordine sparso):

- Mi sono stirata i capelli. Ed era meglio se non lo facevo e risparmiavo quella mezz'ora di tempo che potevo investire in altro modo (tipo lussureggiante bagno con ballistica profumosa portata da babbo natale). Risultato negativo decretato ancora una volta da mia figlia, quella grande, che mi ha visto e accolta con l'ennesimo sorriso. Cioè, in poche parole,mia ha riso in faccia e nuovamente minato la mia autostima. Da grande probabilmente lei farà l'hair stylist.
- Siamo andati all'Ikea. Tutti vanno all'IKEA tra Natale e la Befana. Il bisogno di scatole, armadi, candele e di qualsiasi altra cosa sia sul catalogo IKEA impera nelle case di molti. Mi sento una tra tanti.
- Ho imparato che quando prendi una commessa di lavoro, devi scrivere - scrivere e scrivere. Per evitare che poi la fattura sia condita da un enorme numero di pota-pota-pota. .....Si, ma pota lo dico io, porco diavolo.
- Le mie patacroccole fanno le scale, se tenute e sorrette da noi. E' la nuova moda del momento. Abbiamo scoperto che la scala che collega il piano terra al piano primo è composta da 20 gradini. Mai trovato modo più dolce per contare degli stupidi gradini.
- Siamo a dieta. Oggi ho pesato la pasta. 70 grammi, rigorosamente.
- Fuori piove. Ma va?????? Non mi ricordo più come è fatto un mondo che abbia qualcosa di diverso all'orizzonte se non pioggia e neve. In compenso, per evitare di usare un ombrello, ho comprato un cappello.
- Ho passato un quarto d'ora buono a disquisire con un giovane uomo sulla sua acconciatura. Lui ha 20 anni. Adesso porta uno scompligliatissimo taglio acconciatura da post doccia. Nel senso che, come dice lui, esce dalla doccia e i capelli restano quel pò arruffati e scompigliati e trasandati che sembra (appunto) che non se li sia neanche pettinati. Prima, mi ha detto con sguardo contrito, li piastrava. Ma poi i capelli si rovinano. Considerazione dall'alto dei miei 35 anni: avrei fatto fatica ad uscire con un maschio con i capelli tirati diritti con una piastra. Ma è evidente che appartengo ad un'altra generazione.
-Abbiamo ricevuto un invito per una festa di compleanno del fratello del moroso della Giorgia. La mamma dice che ormai tanto siamo quasi parenti (???!). Ah, ecco. Stasera lo comunicheremo al quasi suocero. Quello che minaccia di chiudere le figlie in convento fino alla menopausa. Sarà un duro colpo per iniziare l'anno.

3 commenti:

Unknown ha detto...

Scusami, mi hai fatto sorridere...
"mia figlia, quella grande" è bellissimo!
Grande nel senso che pesa di più, o nel senso che è nata 2 minuti prima della sorella?
:)

katia ha detto...

dai tuoi pota pota deduco che tu sia bergamasca come me...ho anche io due figli che hanno un minuto di differenza...e uno scricciolo di 1 anno !

yayabmamma ha detto...

@slela: sono contenta se ti ho regalato un sorriso :-) In effetti la primogenita ha un vantaggio di un solo minuto rispetto all'altra patacroccola. Però fa ridere anche me dire mia figlia quella grande e quella piccola...mi sa che sto proprio passando fuori!!
@katia: no, non sono bergamasca ma comunque lombarda e per lavoro capita di avere contatti con chi mastica il pota pota...che comunque è vocabolo INTERNAZIONALE ;-) E complimenti anche a te per i tuoi bimbi.