...pensieri e vita vissuta di una EX- bipancia, ora felicemente mamma!
venerdì 17 dicembre 2010
A ME IL TRIBUNALE NON MI PIACE
Stamattina ho fatto il giro della Brianza, tentando di arrivare a Milano. Ma tutta la neve del mondo, tutta la neve che sta venendo giù, mi ha fatto decidere che in città ci vado un'altra volta. E in coda, stamattina mentre tutta la neve del mondo stava venendo giù, ho pensato che a me il tribunale non mi piace. Non mi piace il pavimento ska del tribunale, non mi piacciono i caloriferi coperti di polvere, gli avvocati e le avvocatesse tutti tirati a lucido e non mi piacciono le espressioni dei volti che ci sono in tribunale. Non mi piace il giudice che esce dalla sua stanza e che dice "entrate che adesso facciamo il divorzio". Non mi piace anche se il divorzio non è il mio. Non mi piace pensare che l'amore finisce, anche se è reale, e concreta questa possibilità e può succedere a te, o a me, perchè può succedere e basta. Perchè a volte perdersi è un attimo, e se uno scaglia la prima pietra perchè si sente in diritto per farlo, è uno sciocco. Non mi piace vedere lui che l'ultima volta che l'ho visto era il giorno del suo matrimonio e oggi di quel giorno sono rimaste solo le stesse scarpe eleganti che indossa. Non mi piace vedere lei, che i primi mesi di matrimonio non vedeva l'ora di scappare a casa a cucinargli lo spezzatino. E adesso loro due, che hanno le loro ragioni, non si salutano nemmeno e fanno fatica a condividere 30 cm di spazio comune. Ma perchè l'amore finisce? Dove vanno i sentimenti esausti? Poteva andare diversamente? Era già scritto così? E se invece dura, è una questione di culo? E' solo una bugia? Ma io ci credo nell' amore. C'ho il cuore romantico io. E quanto pesano le lacrime che rigano il tuo volto? E i tuoi sogni che non ci sono più? E la poesia delle cose, dove è andata a morire? E la rabbia e le speranze per il futuro e poi però non è più come crederci prima. Tutto cancellato dalla mano di questo giudice, che fa capolino dalla sua stanza e cinque minuti (cinque di orologio) dopo vi saluta perchè con una firma il matrimonio non c'è più. Io mi ricordo i girasoli che c'erano in chiesa, la tua casa arancione, le parole tremate e tutto il riso che vi abbiamo tirato addosso. Al mio cuore romantico proprio il tribunale non gli piace. Proprio no.E tutta la neve del mondo, continua a venire giù.
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3 commenti:
mi hanno commossa le tue parole.. specialmente qui:
"E quanto pesano le lacrime che rigano il tuo volto?"
mi dispiace per i tuoi amici.. ma forse sono più felici così.. i tribunali servono, invece, perchè è giusto che le persone decidano da sè cosa fare e come dove quando... poi, certo, ogni situazione è diversa, e il cuore in tribunale non ci entra, è già lontano..
non è il giudice il responsabile, però. quando un amore finisce, perché può capitare che accada, anche se pure io c'ho il cuoricione romantico, se si arriva a trattarsi senza dignità, rispetto e amorevole comnprensione, è perché si era delle personette immature - e tanto - già prima. e significa che è ora di crescere...
@carpina: già, i tribunali servono e la legge serve in queste situazioni. Quello che mi ha lasciato perplessa, ma non poteva che essere così visto il luogo dove eravamo, è la freddezza del tutto. Ma è chiaro che se si arriva in tribunale i sentimenti non ci sono più da tempo.
@wide: anche io penso che l'amore può finire per mille ragioni. Non penso però sia solo una questione di immaturità. Io credo che sia quello che succede nel tempo del "prima e durante" divorzio che condiziona i comportamenti delle persone. E poi, davvero, ogni storia è a sè e il mio NON VUOLE essere un giudizio sulle persone, ma solo l'espressione dei pensieri che sono passati nella mia testolina mentre aspettavo seduta. Ecco, solo questo.
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