Partiamo da lontano. Da quando all'asilo ci andavo io. E non era mica un posto così bello come gli asili di oggi. Enno. Nella mia mente, ricordi offuscati di una suorabuona che ci insegnava a pulirci anche la bocca dopo esserci soffiati il naso (si, con lo stesso fazzoletto snarigiatto...per fortuna che certe abitudini non mi sono rimaste). Di una suoracattiva che faceva piangere tutti i bambini e che mi obbligava a mangiare il pane e l'insalata (e mia mamma si ricorda ancora del pane che arrivava a casa, nascosto nelle mie tasche). E poi mi ricordo che ci facevano raccogliere le foglie quando cadevano in autunno (ma era l'asilo o...un lager a pensarci bene??!!). E poi mi ricordo lo scivolo, il primo bambino di cui mi sono innamorata che ha lo stesso nome improbabile dell'uomo che poi 25 anni dopo mi sono sposata. Ma non è lo stesso bambino. E poi le canzoncine e la recita di Natale. E la veneranda madre superiora che, allarmata, comunica a nonnaE che è preoccupante sta cosa che io gioco sempre con i maschietti e poco con le femminucce. E nonnaE che allarga le braccia e pensa che su, dai, i problemi della vita son bel altri. Poi io che un giorno morsico il mio compagno Andrea sul braccio. E lui piange. Di un pianto che ancora mi ricordo. Poi saltiamo a piè pari alle elementari. Con io che a ricreazione gioco sempre con i maschi e gioco a darmi le botte (all'elastico non ci sapevo proprio fare, mi spiace). E con le botte che mi prendo, alla fine della lezione la maestra mi accompagna da mio papà per dirgli che Alessandro mi ha fatto un occhio nero (per davvero nè).
E poi saltiamo ancora a piè pari ad oggi, alle mie pata e al loro asilo, quando in classe succede che qualche bimbo/ a giocando faccia male o morsichi o spinga e faccia cadere un altro compagno.
Ecco, cosa bisogna fare? In generale, quale è il comportamento etico da seguire in questo caso? Il genitore del bimbo/a responsabile del maltorto deve scusarsi con il genitore del bimbo/a colpito o si fa niente di niente?
mumble mumble...ai miei tempi, il tutto era condito da un "son cose da ragazzi" ma adesso, cosa è giusto fare?
4 commenti:
adesso e' tutto piu' difficile. non appena si va leggermente fuori da un comportamento "normale", si parla subito di incontri con una psicologa e altro.
io mi ricordo di averne prese tante, ma tante - all' asilo, nel cortile di casa ... eppure nessuno si e' mai preoccupato di parlare di psicologia o altro.
e son cresciuta - credo - "normale" ( sempre tra virgolette perche' il confine della normalita' devo ancora capirlo ... )
paola
cara
i miei nani all'asilo è capitato sia che picchiassero sia che venissero picchiati, ma io non ho mai chiesto scusa e non ho pretese scuse, perchè credo che faccia parte del modo di stare insieme dei bimbi.
e' capitato che ne abbiamo riso con la mamma del bimbo picchiato o picchiatore niente di piu!!!
Non credo che ci si debba scusare nè pretendere scuse (salvo episodi di una certa gravità). Per me il detto "son ragazzi" è ancora valido. L'importante è che ci sia l'occhio vigile ed attento delle insegnanti che devono cercare di capire quando è giusto lasciar sbrigare la questione ai bimbi e quando invece intervenire per evitare incidenti un pò più seri. Ma non deve essere facile per loro...
Se non è una cosa grave io non faccio nulla, ovvero cerco di censurare i gesti violenti il più possibile, ma se ci scappa qualche azzuffatina tra bimbi non posso che pensare che sia anche normale.
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