Potevate dirmelo. Anzi, avreste dovuto farlo. Avreste dovuto avvisarmi che quando hai due piccole creature di 13 mesi una vacanza non è più una vacanza ma solo una complicata trasferta.
A niente è valsa la lettura di altri blog, dove qualcuno timidamente accennava alla questione. Io ero comunque convinta che a me non sarebbe capitato.
E invece deve essere andata che quando ci siamo fermati all' autogrill di fiorenzuola, mentre le mie piccole pata si provavano gli occhiali da tafano che solo li vendono, qualcuno ha pensato bene di scambiarle con due demonietti uguali a loro.
Da li in poi, il delirio.
Non entrerò nei particolari. Non vi racconterò del loro isterismo (e ma si sa che il mare innervosisce), dei 6 dentini spuntati durante la prima settimana, di tutto quello che non avevano voglia di mangiare e che mi sputavano direttamente in faccia. Non vi parlerò della loro repulsione per il passeggino, dei numerosi risvegli notturni che a casa non ci sono mai stati e in vacanza invece a profusione. Non vi parlerò della febbre, del catarro e dell'antibiotico. Non vi parlerò di tutto questo. Altrimenti mi sale il fungo atomico ancora una volta.
Va bene la pazienza, che non può mancare.
Ma andare in vacanza e aver voglia ripetutamente di piangere (io, non loro) perchè erano ME-SI che le aspettavi e l'occasione per stare così tanto tempo con loro al mare non ci sarà più...bhe, questo almeno ve lo voglio dire.
E dalla spiaggia del bagno imperiale, non so quante madonne son partite a seguito dell' aereo che svolazzava sopra la mia testa con attaccato lo striscione per pubblicizzare lo schiuma party della baia imperiale (che strano scherzo del destino, nè?!).
Così come vi voglio raccontare delle loro piccole impronte di piedini lasciate sul bagnasciuga, del fatto che adesso sanno esattamente dove sono i capelli, il nasino e la bocca (per dare i bacini). Vi voglio raccontare del primo bacio di Martina, da un bimbo con gli occhi azzurri azzurri che l'ha colta di sorpresa mentre giocava con la formina e il secchiello. Ma non deve esserle piaciuto molto, visto che quando lui ci ha riprovato, lei gli ha morsicato il naso.
Sulla via del ritorno, ero talmente felice che ho mandato sms agli amici per comunicarlo. Mi avranno presa per matta, ma è andata così.
Ora, so bene (o almeno voglio crederlo) che l'hanno prossimo andrà meglio (vero che andrà meglio? vero che andrà meglio? vero che andrà meglio?). E comunque, visto che al mare le mie pata si innervosiscono, sto meditando vacanze sui monti fino all' adolescenza, almeno.
6 commenti:
mmmmh - se vuoi te lo dico ( che l' anno prossimo andrà meglio ).
ma se proprio proprio vuoi.
scherzi a parte ... il mare innervosisce molti bambini, in effetti. però come hai scritto anche tu regala tanti bellissimi momenti.
un abbraccio, paola
@paola: cara, menti spudoratamente! Ho bisogno di crederci ;-)
te lo faccio sapere se l'anno andrà meglio...io parto sabato e tra 15 gg arriverà il verdetto! :)
volevo dire l'anno prossimo...
Io te lo dico ma davvero: l'anno prossimo andrà meglio, ma molto meglio. Già il fatto di non dover portare con te pentolini, omo, pastine e merende varie, e forse neanche i pannolini. Diciamo che forse saranno delle piccole adulte, certo sempre piccole però.
vedrai che l'anno prossimo te le godrai le vacanze...e per i risvegli notturni da noi sono ancora di routine....bhè le vacanze migliori???quelle senza bimbi...almeno 2 giorni!!!
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