La partenza è alle porte. Non proprio imminente, ma abbastanza vicina da obbligarmi a pensare a cosa mettere in valigia.
Inutile dire che le mie giornate con le pata procedono come un frullatore messo a livello massimo.
In un ritaglio di tempo, ho detto ci provo anche io e faccio una lista delle cose da portarmi.
Ho preso un foglio di brutta e ho diviso il foglio in due: NOI e BIMBE. Dopo 5 minuti, nella colonna BIMBE c'erano già 20 voci (piscinetta, termometro, bandana, biscotti per la prima colazione dopo l'arrivo...). Nella colonna NOI un paio di cose, buttate giù a fatica e ben ponderate. Temo che la nostra macchina sarà carica da far spavento e soprattutto, a conti fatti, tra il passeggino gemellare e tutta la loro roba indispensabile (non vuoi portargli i duemila vestitini fashion che ci hanno regalato per il compleanno? E almeno due paia di sandaletti a testa, almeno). A me e a Lui resterà lo spazio per uno zaino. Praticamente, per noi, sarà come andare all' Isola dei famosi, con la possibilità di portarsi un cambio o poco più. Sigh!
Le vacanze passate erano tutta un'altra storia. Ci sono state volte in cui ho preparato lo zaino la notte prima, dopo aver fatto una giornata piena in ufficio, aprendo gli armadi e buttandoci dentro un pò di roba qui e lì, a caso. E vogliamo parlare della mia valigia rigida verde mela? Che goduria riempirla, trasferendo in toto il contenuto del mio armadio e 7 paia di scarpe diverse, che si sa mai quello che facciamo.
E poi ho ripensato alle mie vacanze da bambina, con i nonni e gli zii. Ai tempi noi si andava in villeggiatura, che è una parola con un suono così lontano ormai, che implica una lontananza da casa superiore alle due settimane almeno. E si partiva per una meta che di fatto è solo ad un paio di ore di macchina da qui, con la 127 panorama azzurro di mio nonno (con il portapacchi sul tetto, che chicca!) e la lancia delta grigio metallizzato di mio zio. Sembrava di dover attraversare partire per l'australia. Sarà che quando sei piccola tutto ti sembra più grande. Ma mi ricordo preparativi interminabili, con mia madre che non sapeva cosa mettere nella mia valigia (oltre alle sue lacrime per il distacco da me). E io che soffrivo il mal d'auto e ogni anno c'era un rimedio nuovo da provare. Un anno qualcuno aveva suggerito delle foglie di prezzemolo, da mettere appoggiate all' altezza dello sterno (ma una xamamina no?). Ho fatto tutto il viaggio sentendomi una trota, pronta per essere infornata. E comunque, mio cugino a metà tragitto ha tirato una puzza galattica. Lui rideva ma io, sul lungolago, ci ho vomitato l'anima. Ohhh che brutti ricordi questi!
Mi piacerebbe che i nostri bagagli si auto- componessero. C'ho già l'ansia da prestazione, anche se penso che se dimenticheremo qualcosa a casa, comunque non saremo in un posto dimenticato da dio.
La lista è ancora a metà...ed ho anche come l'impressione che così resterà ;-)
3 commenti:
anche io mi ricordo spesso le vacanze da piccola.
andavo in liguria e chiedevo per tutto il viaggio quando saremmo arrivati ...
poi ci mettevo anche io qualche vomitatina ...
dai, che non dimenticherai niente. e poi, anche se fosse, come dici tu, non sei in un posto sperduto, quindi avresti modo di rimediare ... !
ciao, paola
almeno tu hai da preparare le valigieper le vacanze, pensa me che di vacanze non si parla ancora e chissà se quest anno le faremo,. :-(. Buon divertimento e tranquilla, non dimenticherai nulla (almeno per le piccole).
sottoscrivo...io parto domani e le valigie non sono fatte!!!!!!!!
buèèèèèèèèèè
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